| Galleria personale di Dipinti a Olio, Disegni dell'artista plastica : Maria D'Adam | |
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| Dipinti a Olio, disegni a corboncino e matita, Paesaggi, Ritratti e lavori personalizzati |
FotografiaIl termine Fotografia, dal greco antico , phis, luce) e , graphi, scrittura o disegno, rappresenta la sintesi del processo ovvero "disegnare con la luce"[1][2][3]La Fotografia i un processo per la registrazione permanente e statica di un'immagine, proiettata per mezzo di un sistema ottico su un elemento fotosensibile: emulsione chimica per la Fotografia fotochimica, ovvero quella tradizionale dalle origini ai giorni nostri, sensore elettronico per la Fotografia elettronica, oggidi digitaleCon il termine Fotografia si indicano tanto la tecnica quanto l'immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contieneL'estrema versatiliti di questa tecnica ne ha consentito l'utilizzo nei campi pi diversi delle attiviti umane, dalla ricerca scientifica all'intrattenimento, dalla pubbliciti al giornalismo, fino a consacrarla come autentica forma d'arteLa parola Fotografia deriva quindi dalle due parole greche: luce ( phis) e grafia ( graphi) Fotografia significa quindi scrittura con la luce La Fotografia nasce dai risultati ottenuti sia nel campo dell'ottica, con lo sviluppo della camera oscura, sia in quello della chimica, con lo studio delle sostanze fotosensibili La prima camera oscura fu realizzata molto prima che si trovassero dei mezzi chimici per fissare l'immagine ottica in essa prodotta; il primo ad applicarla in ambito fotografico fu il francese Joseph Niciphore Niipce, cui convenzionalmente viene attribuita l'invenzione della Fotografia, anche se studi recenti rivelano tentativi precedenti, come quello di Thomas Wedgwood[4]Nel 1813 Niipce inizii a studiare i possibili perfezionamenti alle tecniche litografiche, interessandosi poi anche alla registrazione diretta di immagini sulla lastra litografica, senza l'intervento dell'incisore In collaborazione con il fratello Claude, Niipce comincii a studiare la sensibiliti alla luce del cloruro d'argento e nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, forse, con cloruro d'argentoL'immagine non poti essere fissata completamente, e Niipce fu indotto a studiare la sensibiliti alla luce di altre sostanze, come il bitume di Giudea, che diventa insolubile in olio di lavanda dopo l'esposizione alla luceLa prima produzione con la nuova sostanza fotosensibile risale al 1822 Si tratta di un'incisione su vetro raffigurante papa Pio VII La riproduzione andi distrutta poco dopo e la pi antica immagine oggi esistente fu ottenuta da Niipce nel 1826, utilizzando una camera oscura il cui obiettivo era una lente biconvessa, dotata di diaframma e di un basilare sistema di messa a fuoco Niipce chiami queste immagini eliografieNel 1829 fondi con Louis Daguerre, gii noto per il suo diorama, una societi per lo sviluppo delle tecniche fotografiche Nel 1839 il fisico Franiois Arago presenti all'Accademia delle Scienze di Parigi il brevetto di Daguerre, chiamato dagherrotipia; la notizia susciti l'interesse di William Fox Talbot, che dal 1835 testava un procedimento fotografico, la calotipia, e di John Herschel, che lavorava, invece, su carta trattata con sali d'argento, utilizzando un fissaggio a base di tiosolfato sodicoNello stesso periodo, a Parigi, Hippolyte Bayard idei una tecnica usando un negativo su carta sensibilizzata con ioduro d'argento, dal quale si otteneva poi una copia positiva Bayard fu peri invitato a terminare gli esperimenti per evitare una concorrenza con DaguerreLo sviluppo della dagherrotipia fu favorito anche dalla costruzione di apparecchi speciali dotati di un obiettivo a menisco acromatico ideato nel 1829 da Charles ChevalierTra il 1840 e il 1870 i processi e i materiali fotografici vengono perfezionati:Ma gli sforzi furono anche indirizzati al perfezionamento dei materiali sensibili, dei procedimenti di sviluppo e degli strumenti ottici Tra le innovazioni pi importanti si ricordano: l'introduzione degli apparecchi fotografici portatili (1880); l'introduzione delle pellicole in rullo, realizzate per la prima volta da G Eastman inizialmente con supporto in carta (1888) e successivamente con supporto in celluloide (1891)Nel 1890 F Hurter e V C Driffield iniziarono lo studio sistematico della sensibiliti alla luce delle emulsioni, dando origine alla sensitometria Un considerevole miglioramento delle prestazioni degli obiettivi si ebbe nel 1893, quando H D Taylor introdusse un obiettivo anastigmatico (tripletto di Cooke) con sole tre lenti non collate; tale obiettivo fu perfezionato da P Rudolph nel 1902 con l'introduzione di un elemento posteriore collato e venne prodotto l'anno dopo dalla Zeiss, con il nome di tessarAltri progressi si ebbero con l'introduzione del sistema reflex (1928) e degli strati antiriflesso sulle superfici esterne delle lenti (che migliorarono enormemente la trasmissione tra aria e vetro e il contrasto degli obiettivi) e con il processo Polaroid in bianco e nero (che permetteva di ottenere in pochi secondi una copia positiva, utilizzando un apparecchio e una pellicola speciali), introdotto nel 1948 da E H Land e successivamente esteso al coloreNegli anni Sessanta con gli esposimetri incorporati nelle macchine fotografiche ebbe inizio l'epoca degli automatismi: l'evoluzione tecnologica in tale campo fu tale che alla fine degli anni Ottanta, con la miniaturizzazione dei circuiti elettronici, la messa a fuoco e l'esposizione diventano completamente automatiche; inoltre micromotori provvedono al caricamento della pellicola, al suo avanzamento dopo ogni scatto, e al riavvolgimento nel caricatore al termine dell'usoOil Painting Gallery HomepageNegli anni Ottanta entrarono in produzione macchine per la Fotografia digitale che al posto della pellicola avevano un CCD (Charge Coupled Device), lo stesso elemento sensibile delle videocamereQuesto componente era in grado di analizzare l'intensiti luminosa e il colore dei vari punti che costituiscono l'immagine e di trasformarli in segnali elettrici che venivano poi registrati su un supporto magnetico (nastro o disco) che poteva contenere alcune decine di immagini L'immagine registrata poteva essere immediatamente rivista su un monitor, stampata da un'apposita stampante, o spedita, via cavo o via etere, a qualsiasi distanza |
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